venerdì 16 ottobre 2015

PROGRAMMAZIONE 2015-2016





PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
anno educativo 2015/2016

“Le mani che guardano,
le mani che creano”







A cura della coordinatrice Silvana
e del team delle educatrici

INTRODUZIONE
Il nido è una struttura sociale che cerca di rispondere ai bisogni di crescita del bambino e punta a creare le condizioni per un ambiente e un sistema di relazioni in cui osservare e progettare.

Le nostre attività sono tessute tramite un filo unico e comune, che ogni anno, sotto forma di storia, assume forme diverse (di seguito la storia di quest’anno).
In questo contesto la dimensione del gruppo è per noi molto importante perché fonte di costruzione della conoscenza e dell’intelligenza. Le educatrici, in primis, lavorano in team perché tale concetto di gruppo è alla base della progettazione. In pratica il nido rappresenta la prima esperienza sociale del bambino attraverso la quale acquisisce modelli di comportamento e noi, insieme alle famiglie, siamo il loro primo vero esempio.

Tra le nostre finalità ci sono principalmente l’armonica crescita psico-fisica, la creazione di un’identità personale, la conquista dell’autonomia e l’educazione alla socialità. Per raggiungere questi obiettivi utilizziamo lo strumento ludico, ovvero il gioco, il quale contribuisce allo sviluppo del pensiero e della socializzazione.
Il gioco è la principale attività del bambino e riveste un ruolo formativo determinante per lo sviluppo della sua personalità. Nasce dal bisogno interiore ed è un momento di socializzazione e di apprendimento.
Attraverso l’esperienza ludica il bambino prende coscienza della realtà circostante, si sente protagonista dell’azione, afferma se stesso e le sue esigenze, arricchendo la sua immaginazione. Noi vogliamo aiutare il bambino creando le condizioni migliori per sviluppare questa naturale attività e le sue competenze.
Il viaggio intrapreso a IL TRENINO DEI DESIDERI è un processo che valorizza le fermate, che sono le tappe raggiunte dai bambini, e il raggiungimento della meta (il benessere psico-fisico). Non solo quindi un intrattenimento per i piccoli e neppure un’esperienza che valorizza esclusivamente il risultato finale (la crescita o i lavoretti).

Gli OBIETTIVI GENERALIche ci proponiamo di raggiungere sono:

• sviluppo dell’identità autonoma e sviluppo delle relazioni: consolidamento della fiducia in se stessi, dell’autostima e della sicurezza di sé, rafforzamento della fiducia negli altri, conquista di un’autonomia sempre più ampia, costruzione di una positiva immagine di sé, consolidamento delle capacità di collaborazione, rispetto delle regole nei giochi e nella vita comunicativa, controllo dell’aggressività;
• sviluppo della corporeità e del movimento: sviluppo di tutte le capacità sensoriali e percettive, padronanza e gestione del proprio corpo, progressiva acquisizione di una più sicura coordinazione, produzione di positive abitudini igienico-sanitarie, sviluppo del ritmo;
• sviluppo della comunicazione e del linguaggio: sviluppo delle capacità di comunicazione ed espressione, sviluppo dell’ascolto e della comprensione, capacità di descrivere e raccontare eventi e situazioni personali, sviluppo dell’attenzione e memorizzazione;
• conoscenza ed esplorazione del mondo circostante;
• sviluppo delle capacità grafiche, costruttive e manipolative.

Tali obiettivi si attueranno attraverso diversi strumenti:

- ROUTINE: la vita del nido è composta anche di momenti non strutturati, importanti per la scansione della giornata ordinata dalle regole comuni di convivenza attraverso le quali i bambini iniziano ad imparare a vivere nel contesto sociale;
- ATELIER: manipolazione, attività grafico-pittorica, gioco euristico, gioco simbolico, attività psico-motoria, incastri, costruzioni, travasi, canti e filastrocche, racconti;
- ATTIVITA’ INTEGRATIVE come il laboratorio di cucina, il riconoscimento degli oggetti per forma, colore, dimensione e funzione (classificazione), comuni regole sociali di convivenza, responsabilizzazione attraverso la nomina di un cameriere al giorno per l’aiuto del pranzo, ecc…
- PROGETTO: durante l’anno ci muoveremo partendo da due concettidiversi di creatività che però, si integrano l’uno con l’altro: il primo intende la creatività come sperimentazione; riprendendo il pensiero di Bruno Munari, uno dei maggiori designer e artisti del Novecento che attua i suoi principi in ambito pedagogico e intende la creatività come esplorazione, conoscenza e scoperta fine a se stessa; il secondo concetto fa’ invece riferimento allo psicologo Jerome Bruner che sottolinea come il gioco offre ai bambini la possibilità di rinunciare alla rigorosa logica dei procedimenti per inoltrarsi in un mondo improbabile e fantastico creando qualcosa di totalmente nuovo,”fuori dagli schemi”.
In tal senso, lo svolgimento della PROGRAMMAZIONE GRUPPO GRANDI si snoderà in due parti:

LE MANI CHE GUARDANO

E’ opportuno dire che, oltre che dal pensiero di Munari, che più avanti verrà esplicitato, la scelta di cominciare con questa parte deriva da una scrupolosa osservazione del gruppo grandi avvenuta nel primo mese dell’anno educativo. Da essa è scaturita la consapevolezza di un’eterogeneità tra i bambini e la decisione di promuovere attività basate sullo spirito di condivisione e sul rispetto di tempi e spazi altrui al fine di rendere il gruppo il più coeso possibile, oltre che a

- Promuovere la socializzazione e la collaborazione grazie a un fine comune;
- Conoscere sé e gli altri e il rispetto dell’altro;
- Sviluppare la manualità e le capacità grafico-pittoriche necessarie alla realizzazione grafica;
- Sviluppare nei bambini il piacere del contatto con i compagni

non dimenticando però mai di rispettare le diverse capacità, i differenti livelli e lo sviluppo psico-fisico; ogni bambino è un mondo a sé, quindi il programma pensato all’inizio dell’anno può essere rivisto in base alle tappe raggiunte da ciascuno.
Ritornando a Munari, egli intendeva il laboratorio come luogo di creatività e conoscenza, di sperimentazione, scoperta e autoapprendimento attraverso il gioco: è il luogo privilegiato del fare per capire, dove si fa "ginnastica mentale" e si costruisce il sapere. E´ anche un luogo di incontro educativo, formazione e collaborazione. Uno spazio dove sviluppare la capacità di osservare con gli occhi e con le mani per imparare a guardare la realtà
con tutti i sensi e conoscere di più, dove stimolare la creatività e il "pensiero progettuale creativo" fin dall'infanzia.
Riprendendo questi concetti abbiamo scelto di dedicare la prima parte dell’anno a laboratori creativi sul colore associato al libero uso di materiali di recupero, di elementi naturali e non e di frutta o verdura di stagione, che permetteranno ai bambini di creare mescolanze cromatiche e manipolare il colore a tutto tondo, nonché di
- Esplorare con le mani e affinare la percezione tattile;
- Affinare la capacità di discriminazione dei colori;
- Rafforzare l’immaginazione;
- Accrescere le capacità grafico-pittoriche.
La scelta di lavorare con il colore è motivata anche dal constatare l’entusiasmo con cui di solito i bambini svolgono le attività pittoriche. Il bambino che dipinge fa qualcosa di più che esercitarsi in una libera manipolazione e in una sperimentazione con il colore e con la forma: organizza le proprie energie, comunica, risolve problemi, verifica conoscenze: insomma compie esperienze e si sviluppa, perciò si educa. E’ sempre presente nei bambini la curiosità verso i colori, che utilizzano anche come possibilità di relazioni e di contatti con i coetanei. Attraverso il colore si offre una grossa opportunità espressiva: i bambini lo utilizzano prima per una ricerca e una percezione dello spazio, poi come espressione di emozioni, stati d’animo, vissuti personali. Nelle macchie e nei segni che lasciano sul foglio, i bambini vedono mille cose fantastiche, che comunicheranno poi attraverso il linguaggio.
Durante questo percorso d’esplorazione e libertà creativa i bambini avranno l’opportunità di conoscere la storia di “Piccolo Blu Piccolo Giallo” di Leo Lionni, una tenera storia di colori ma soprattutto d’amicizia, molto efficace nella sua estrema semplicità grafica e di contenuti.

Le spontanee creazioni dei vostri bambini si potranno ammirare nel LIBRO RICORDO che vi verrà consegnato a fine anno, regolarmente sulla bacheca esterna dell’asilo e attraverso il materiale fotografico che vi verrà consegnato in chiavetta.

LE MANI CHE CREANO

Questa è la storia checi accompagnerà nella seconda parte:
“HARRY TOPPER E IL PAESE DI SPRECOVIA”
Cari bambini,
questa è la storia di un paese non molto lontano, chiamato Sprecovia e di un signore bizzarro di nome Harry Topper, chiamato così perché, proprio come un mago,nella sua piccola bottega era in grado di dare nuova vita, col suo ingegno, a vecchi oggetti e materiali di cui gli abitanti di Sprecovia facevano piazza pulita in breve tempo… e così da un giornale letto e buttato via subito, Harry Topper creava fantastici aquiloni, vasi di cartapesta e tanto altro ancora e oltre a venderli li regalava ad amici e bambini del paese.
A Sprecovia però gli abitanti erano davvero spreconi e ogni giorno gli oggetti buttati si accumulavano sempre più; la bottega però era troppo piccola e il nostro amico Harry Topper aveva bisogno di tempo e tante nuove idee.
I bambini, si sa, ci insegnano che la fantasia non conosce limiti e anche Harry Topper lo sapeva ed è per questo che decide di rivolgersi a loro…Cari Bambini….

Harry Topper invierà ai bambini regolarmente delle lettere che troveranno in una scatola speciale, la cui funzione sarà quella di una “cassetta degli attrezzi”. I bambini saranno impegnati nella creazione di oggetti partendo da materiale di recupero, al quale si avvicineranno spontaneamente senza la mediazione dell’adulto. La logica degli adulti non deve infatti sovrapporsi ai criteri scoperte dei bambini, rese possibili dal contatto diretto con il materiale stesso. Abbiamo scelto di usare il riciclo creativo poiché crediamo che una scatola o un pezzo di stoffa nascondono nella loro semplicità una molteplicità di stimoli e di esperienze importanti utili allo sviluppo di competenze. Questi non rappresentano un oggetto fine a se stesso ma sono punto di partenza di fantasie e creazioni, anche immaginarie, del bambino…il classico far finta di… perché nel loro mondo tutto è possibile e tutto ha una vita propria.
Gli obiettivi che il lavoro ci permetterà di raggiungere sono:

• Affinare le percezioni e i contrasti sensoriali;
• Riconoscere oggetti di uso familiare;
• Sviluppare la motricità fine;
• Sviluppare la creatività e la fantasia;
• Affinare la capacità di discriminazione di materiali e oggetti;
• Rafforzare l’immaginazione;
• Sviluppo della manualità.

Sceglieremo 4 materiali (carta, plastica, legno, stoffa) e per ciascuno creeremo un lavoretto individuale e uno per la classe, qualcosa di utile e familiare ai bambini. I materiali utilizzati saranno quelli che in questi anni voi genitori ci avete permesso di raccogliere grazie alla vostra collaborazione; però vi chiediamo gentilmente di continuare a fornircelo e di riporlo nel BIDONE RICICLONE che troverete fuori dalla porta dell’asilo, per dare ai vostri bimbi la possibilità di sperimentare, di giocare con qualcosa di apparentemente inutilizzabile e di dargli nuova vita. E’ anche in quest’ottica che verranno realizzati i lavoretti integrativi in occasione delle festività e delle ricorrenze.
Il lavoretto individuale realizzato con ciascun materiale di recupero sarà consegnato al bambino per essere portato a casa di volta in volta, mentre quello per la classe rimarrà sempre esposto in visione al gruppo.
Frutto del percorso de LE MANI CHE CREANO sarà un secondo LIBRO FOTOGRAFICO, ricordo delle lettere inviate ai bambini da Harry Topper, delle istantanee dei bambini in opera e dei materiali utilizzati.









PROGRAMMAZIONE PICCOLI e MEZZANO-PICCOLI
“Le identità in costruzione dei bambini hanno bisogno di un educatore capace di ‘dare spazio’ ai loro sguardi, al loro fare, alle loro emozioni, e ai loro pensieri.”
Nice Terzi – Psicologa e pedagogista

La programmazione del gruppo piccoli si incentrerà su tutte quelle attività sensoriali, motorie e relazionali che consentiranno di gettare le basi per la costruzione della propria identità personale.
L’ARTE intesa come creatività e come fare attraverso la conoscenza plurisensoriale sarà anche per i piccoli il filo conduttore di quest’anno.
La creatività ha come stimolo primario l’esperienza sensoriale della manipolazione di oggetti e materiali di diversa natura che il bambino osserva, sperimenta, trasforma…occupazioni che fanno scaturire in lui emozioni e sensazioni sempre nuove. Tutti i bambini sono naturalmente creativi, ma la creatività va incoraggiata mettendoli nelle migliori condizioni possibili per poter fare attività sperimentali fornendo tutto ciò che permetta di creare in libertà.

HARRY TOPPER ci darà modo di scoprire ciò che arricchisce il suo laboratorio e che si renderà poi utile per aiutarlo in un compito molto importante per lui: realizzare un BURATTINO che sarà il regalo di compleanno per il suo caro nipotino.
Il percorso a cui ci dedicheremo per costruirlo andrà di pari passo con la costruzione dell’immagine personale dei vostri bambini attraverso attività manipolative che sanno stimolare le capacità percettivo-sensoriali.

Il tutto in un contesto di GIOCO che promuove:

• L’esplorazione
• L’apprendimento attraverso il vissuto
• La conoscenza di sé
• La relazione e il confronto con gli altri

Frutto di questo percorso sarà la realizzazione di un LIBRO FOTOGRAFICO che racconterà il nostro viaggio: un cammino di scoperta attraverso l’uso di materiali di riciclo quali carta, plastica, legno e stoffe.
Vedrete emergere nei vostri bambini il loro spirito creativo, un modo per esternare emozioni e sensazioni in una vasta gamma di possibilità di espressione.
Provando e riprovando i bimbi diventano sempre più consapevoli delle loro capacità dando significato a ogni loro gesto: lasciano traccia di sé muovendosi nello spazio, comunicando il proprio essere e condividendolo all’interno del gruppo.

Sperimenteremo inizialmente il materiale nella sua naturalità stimolando l’inventiva dei bambini: tra le loro mani o sotto i loro piedi, li osserveremo mentre lo toccano, lo studiano, lo manipolano… creando chissà forme nuove. Successivamente lo trasformeremo in uno strumento utile su cui e con cui cimentarci con il colore nelle più svariate forme.
Una dopo l’altra creeremo in questo modo le diverse parti del nostro burattino, simbolo delle attività e del lavoro di gruppo di tutto l’anno.

Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:

 Sviluppare la motricità
 Sviluppare la coordinazione manuale e oculo-manuale
 Sviluppare la capacità di discernimento tattile
 Promuovere l’esperienza di materiali diversi
 Incentivare la spontaneità e la fantasia
 Potenziare lo sviluppo cognitivo ed emotivo
 Aumentare la consapevolezza del proprio corpo
 Aumentare la socializzazione

Per il bambino “creare non è riprodurre l’esistente…non è realizzare una bella immagine, ma piuttosto realizzare a sua immagine”.
Come sempre infatti non vogliamo dare importanza all’aspetto estetico del prodotto finale, ma alle esperienze vissute durante il percorso: è cosi che ci piacerebbe che mamma e papà guardino la cartelletta che consegneremo a fine anno, una raccolta dei lavori e delle conquiste dei vostri bimbi.


Non mancheranno come sempre le canzoni e i momenti musicali che con l’ausilio di immagini e grazie al ritmo, alla ripetitività e alla convivialità permettono al bambino di sviluppare il suo vocabolario e il suo linguaggio, l’attenzione e la concentrazione.




PROGETTO INGLESE
Continua con successo l’arricchimento della programmazione didattica grazie al progetto di LINGUA INGLESE “Emotional Learning, Emotional Teaching” basato sull’applicazione del metodo Momo per l’insegnamento della lingua straniera ai bambini. Avvicinarsi precocemente alla conoscenza di una lingua comunitaria permette di creare solide basi per il futuro apprendimento della lingua straniera. E’ innegabile che apprendere una lingua diversa dalla lingua madre sia fonte di arricchimento sotto diversi punti di vista: esprimersi con nuove parole e nuovi codici comunicativi permette di aprire la mente anche a nuovi modi di percepire il reale e di relazionarsi con l’altro in una differente prospettiva comunicativa. L’età del bambino a cui il Metodo Momo è indirizzato è ottimale per alimentare le potenzialità di acquisizione grazie alla sua capacità di percezione-riproduzione di suoni e ritmi. Il bambino piccolo impara qualsiasi cosa grazie alla sua infinita curiosità e voglia di giocare. Il GIOCO assume nelle sue varie forme una particolare valenza pedagogica e didattica: il bambino sentirà il bisogno di utilizzare la lingua inglese perché il contesto stesso lo richiederà in modo naturale grazie all’opportunità di giocare ed essere creativi con la lingua. E’ importante creare contesti concreti in cui al bambino, anche solo grazie alla riproduzione passiva con il corpo, è garantita la semplicità di comprensione. Il bambino non impara pensando, ma facendo.
La base del Metodo Momo è la ROUTINE VISIVA: l’apprendimento viene fissato grazie alla ripetitività e ciclicità della presentazione di immagini chiare e inequivocabili.
La lingua inglese farà parte delle giornate dei vostri bambini anche attraverso i cosiddetti “comandi di classe”: le formule di routine con cui comunichiamo normalmente (es. facciamo il trenino, andiamo in bagno, laviamo le manine, mettiamo la bavaglia, riordiniamo i giochi…) saranno pronunciate in lingua inglese. In tema con il progetto didattico di quest’anno queste stesse routine saranno accompagnate da canti o filastrocche in lingua che andranno ad accompagnare il comando base relativo ad una certa azione.
Obiettivo di tutto ciò non sarà la pretesa che il bambino riproduca immediatamente il nuovo linguaggio: nel processo di apprendimento di una lingua straniera è comune quello che viene chiamato ‘silent period’, ossia quel lungo periodo di tempo tra la comprensione di quello che si ascolta, la riproduzione passiva (fa quello che ascolta) e la riproduzione vera e propria del linguaggio.

Gruppo Grandi
Quest’anno saranno due i libri attorno ai quali ruoterà la programmazione d’inglese. Il primo è “Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco” (B.Munari) e “The very hungry caterpillar” (E. Carle).
Il primo, pensato in relazione alla prima parte della programmazione didattica, ha un titolo che parla da solo ed è stato scelto perché coinvolgente e raggiunge sempre lo scopo, ovvero insegnare ai bambini i colori ed associarli agli oggetti che li circondano.
Si seguirà un percorso specifico partendo da una fiaba classica e familiare a tutti, adulti e bambini, quella di Cappuccetto Rosso, ma solo come spunto iniziale per approcciarci al colore rosso appunto, per poi passare alla storia di Munari, durante la quale, per ogni colore, verrà eseguita una ricerca e un’associazione del colore agli oggetti circostanti dell’asilo oltre che a varie attività grafico-pittoriche. Durante la parte sui colori ci verrà in aiuto la storia di “Piccolo Blu Piccolo Giallo” che i bambini avranno già avuto modo di conoscere nel percorso de “Le mani che guardano”.

Come si può notare, quest’anno lo storytelling, in particolare ciò che ne costituisce l’essenza, semplicità, emozione, familiarità, non sarà un’attività collaterale ma ricoprirà un ruolo centrale perché sarà il punto di partenza per ogni attività in lingua inglese. Le storie sono centrali per l’apprendimento nei primi anni di vita del bambino perché quest’ultimo ha bisogno di una forma narrativa per organizzare le proprie esperienze e la conoscenza del mondo. I bambini ricordano molto bene le storie e hanno bisogno di ripeterle più volte. La ripetizione, anziché noia, dà loro un senso rassicurante di prevedibilità e, in questo contesto sicuro, dà la possibilità di approfondire ogni volta nuovi dettagli, quindi d’imparare.

“The very hungry caterpillar”, invece, sarà il compagno di tutti i giorni partendo dalla ormai famosa canzone che ogni mattina fungerà da warm-up prima dell’inizio delle attività. La storia insegna molti elementi in poche pagine e poche parole: i giorni della settimana, il cibo, i colori e i numeri. La lettura del libro ci accompagnerà per tutto l’anno in quanto è anche attorno ad esso che ruoteranno alcune attività manipolative e grafico-pittoriche. E ad accompagnarci sempre saranno anche le cosiddette action songs (come ad esempio sing along, canzoni di gruppo o singing game, canzoni mimate), vere e proprie colonne sonore dell’asilo nonché ottimo mezzo per far divertire i bambini attraverso musica, canto e movimento.

E’ bene precisare però che ogni momento della giornata è prezioso per abituare l’orecchio a “sentire l’inglese”, come ad esempio durante qualsiasi attività che, anche se legate nello specifico alla programmazione didattica e non a quella inglese, verranno comunque eseguite in lingua, così come i momenti di rito della giornata come la pappa, il cambio, il riordinare i giochi o il gioco libero.

…e per i più piccoli…

Per quanto riguarda la lingua inglese per il gruppo dei piccoli, farà parte delle giornate dei vostri bambini con la stessa naturalità con cui comunichiamo loro normalmente: durante lo svolgimento delle attività e di gioco, il momento della pappa e i momenti di cambio/igiene personale in bagno. Come sempre, il linguaggio sarà accompagnato dal gesto fisico che permetterà loro di afferrare il concetto espresso in lingua e che entrerà a far parte della quotidianità con disinvoltura e spontaneità.

Sicuri della scelta fatta in quanto funzionale al nostro progetto educativo e della vostra sempre preziosa collaborazione, non possiamo che darvi...


un caloroso benvenuto a bordo del Trenino dei Desideri!

venerdì 4 settembre 2015

LE VACANZE SONO FINITE!! BENVENUTI AL NIDO

Ehh già, le vacanze sono finite, i nostri piccoli tornano sui vagoni de Il trenino dei desideri per un'altro fantastico viaggio.
Ha inizio un nuovo anno carico di progetti ed emozioni, siamo pronte ad accogliere la gioia dei bambini che è lo stimolo e la carica che permette a tutte noi di far crescere giorno dopo giorno la qualità del nido nella favola emozionale che coinvolgerà grandi e piccini.
BENTORNATI!! ai nostri veterani e
BENVENUTI!! ai nostri nuovi amici
BUON NIDO A TUTTI!!
Silvana

venerdì 7 agosto 2015

CARI SALUTI

Ehh già.., purtroppo è il momento...
saluti commossi a questo meraviglioso gruppo di bambini,
per i quali è giunto il momento di andare alla scuola materna.
Ci piace ricordarli entrare in asilo nei loro primi giorni di frequenza, con il visetto pieno di curiosità, così piccoli e indifesi, ma poi felici, sereni, contenti di esserci e poi concludere il loro percorso fatto di giochi, di traguardi e di stupore per le nuove esperienze.
Li salutiamo ringraziandoli dei preziosi meravigliosi momenti che ci hanno regalato, augurando loro di non perdere mai quella spontaneità e quella gioia che hanno nel cuore meritando così il meglio che la vita.
E un caro saluto ai loro genitori, nei quali abbiamo trovato tanta umanità e collaborazione.
UN GRANDE SENTITO AFFETTUOSO ABBRACCIO

BUONA VITA!!
Silvana, Chiara, Veruska, Alice, Cristina, Sarah

mercoledì 13 maggio 2015

Togliamo il pannolino !!

Durante il primo anno di vita per il bambino fare pipì e cacca diventano un gesto di riflesso.
Il piccolo non è cosciente di ciò che sta accadendo nel suo corpo e di conseguenza non è in grado di controllarlo del tutto volontariamente.
Verso i due anni, invece, il bimbo inizia a capire il collegamento tra se stesso e i propri bisogni fisiologici, ma non è possibile stabilire un periodo preciso in cui il bambino inizia a percepire lo stimolo e a controllarlo.
Sicuramente mettere il bambino sul vasino troppo precocemente allunga i tempi e può confondere il bambino, certo non è facile capire quando è il momento giusto per iniziarlo all'autonomia, ma a volte la scoperta del proprio corpo inizia quando dopo aver fatto i suoi bisogni, senza rendersene conto dica "cacca e pipì"ecco che il piccolo comincia ad avere la consapevolezza che ciò ha fatto è opera sua e ....forse possiamo cominciare a togliere il pannolino per fare pipì nel vasino.
Per rendere più autonomo il bambino è bene sostituire il body con canottiera e mutandine in modo da rendere più comodamente autonomo il piccolo nei sui nuovi gesti.
Infine è sempre bene che ci sia comunicazione tra nido e famiglia sugli sviluppi dello spatellamento, la coerenza nella comunicazione dei successi o meno riguardo il vasino è fondamentale affinchè le educatrici siano in grado di dare valido sostegno al bambino insegnandogli a comunicare quando urge la necessità di un bagno!!

GRAZIE MAMMA

Grazie mamma
perchè mi hai dato le tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
GRAZIE MAMMA

Di Judith Bond

martedì 24 marzo 2015

CARO PAPA'...

In passato la madre aveva il compito di "mettere al mondo"un figlio ed il padre quello di " metterlo nel mondo", guidandolo attraverso la vita tasmettendogli regole e valori sociali.
Il modo di essere padre negli ultimi anni è molto cambiato rispetto a qualche decennio fa, sopratutto in virtù dell' immediato coinvolgimento fin dalle primissime fasi della vita del suo piccolo, ma spesso ha comportato una crisi identitaria nei genitori d'oggi immersi nel" ruolo di genitore unico". Come ben si sa, il bambino ha un vero e proprio bisogno del genitore che sappia proporre limiti e regole, le quali non solo hanno uno scopo educativo, ma anche di sicurezza interiore.
In questo contesto condiviso ma distinto tra i genitori, la madre evocherà una figura amorevole ed accudente, il padre assumerà quella protettiva ed emancipatrice.
Sin dai primi anni di vita, il padre grazie al suo modo di essere presente in famiglia, deve sostenere e determinare la relazione madre-bambino regolando la loro giusta distanza evitando attaccamenti morbosi, ma se parliamo di evoluzione della genitorialità, possiamo dire che la figura paterna è chiamata a riacquistare la sua valenza di mediatore con la società e di emancipatore, da qui la necessità delle figura paterna e materna corresponsabili, mosse dalla stessa intenzione e scopo educativo, complementari tra loro nell'accudire e regolare.

A presto
Silvana