mercoledì 24 aprile 2013

lunedì 15 aprile 2013

PIANTO DEL BAMBINO

Ciao a tutti, oggi voglio rispondere a Veronica.
Veronica è una giovane mamma che è stata lontano dal suo bambino per una decina di giorni a causa di un ricovero ospedaliero. Durante la sua assenza Francesco di 18 mesi è rimasto a casa dei nonni e si è comportato da vero ometto, certo ogni tanto chiedeva della mamma, ma si lasciava poi distrarre e coccolare tranquillamente.Ora che è tornata dall'ospedale, Veronica è un pò preoccupata dell'atteggiamento del suo piccolo che da qualche giorno piange molto spesso e in maniera quasi isterica.

Questo atteggiamento potrebbe essere lo sfogo ( che non ha avuto quando  eri in ospedale) per la tua assenza, gli sei mancata e lui ora te lo sta dimostrando. E' facile per un genitore che vede il suo bambino disperarsi in quel modo, cedere a tutto quello che gli chiede, ma non bisogna farlo perchè si darebbe il via a una serie di richieste su pianto all 'infinito. Certamente i bambini vanno accontentati ma nella giusta misura, loro devono avere delle regole, ma non troppe, non bisogna imporgli tutto ma solo le cose fondamentali, cioè è giusto concedere qualcosa al piccolo pretendente, ma è vietato farlo quando sta facendo i capricci: deve imparare a chiedere e non a pretendere.
Generalmente un bambino piange se ha queste necessità:
-ha sonno
-ha fame o sete
-ha qualche dolore
-ha bisogno di essere cambiato
- ha caldo
-vuole il ciuccio

Una volta che ti sei accertata che il tuo piccolo non ha nessuna delle cause elencate potrebbe essere solo il bisogno di scaricare un po di tensione e in questo caso lo puoi tranquillizzare( solo se tu sei calma, perchè altrimenti i bambini assorbono il nervosismo della loro mamma) parlandogli lentamente, con tono pacato e amorevole usando parole semplici e guardandolo negli occhi.
Altre volte i bambini e questo dipende dal loro carattere, piangono solo per" il bisogno di farlo", senza nessun buon motivo, in questo caso il bambino va lasciato piangere qualche minuto e poi si calmerà da solo.
UN caro saluto a Veronica e a tutte le mamme in ansia.
Silvana

giovedì 11 aprile 2013

COLTIVARE L'AUTOSTIMA

L'autostima è il sentimento/percezione che ogni individuo ha del proprio valore e delle proprie capacità, é uno dei nuclei che sostiene la personalità e il carattere dell'individuo, nonchè un bagaglio dal quale tirare fuori il necessario nelle situazioni difficili e sopratutto  è un concetto fondamentale nella vita di ogni persona ed è necessario sapere che getta le basi proprio tra le mura domestiche.
Sin dai primi anni di vita il bambino comincia a costruire una propria immagine di sé, che viene alimentata dagli atteggiamenti che gli adulti hanno nei loro confronti. I bambini cercano l'approvazione negli occhi degli adulti con i quali trascorrono più tempo e le loro approvazioni fanno sì che essi costruiscano un'immagine armonica di sé.
L'immagine di sé si divide in tre parti:
- il sé reale, quel che il bambino crede di essere
- il sé ideale, cioè quel che vorrebbe essere
- il sé imperativo, quel che sente di dover essere
Laddove la discrepanza tra il sé ideale e quello realmente percepito è minima il bambino (come anche l'adulto) avrà un'alta stima di sé, dove invece la discrepanza è forte si avrà di conseguenza una bassa stima di sé. L'AUTOSTIMA dunque VA COLTIVATA, non esistono però regole o meccanismi causa/ effetto per poter garantire al proprio figlio una buona considerazione di sé stesso, ma è necessario osservarsi nel proprio comportamento nei loro confronti, ad esempio i genitori devono dare uguale importanza alle lodi come ai rimproveri e non soffermarsi solo sugli atteggiamenti sbagliati dei piccoli dimenticandosi di premiare quelli giusti. A volte poi, anche se in buona fede i genitori si spazientiscono quando il loro bimbo non capisce, mentre invece avere pazienza in  questo caso può aiutare molto per lo sviluppo di ottimi tratti caratteriali, al contrario di chi invece viene sempre rimproverato che ne risentirà avendo a sua volta da adulto un carattere iracondo, è invece molto importante apprezzare gli sforzi del bambino ed incoraggiarlo nel raggiungere un'obiettivo per la volta successiva e questo fa sì che il piccolo sappia che fare un errore non equivale ad un insuccesso. Il presupposto indispensabile è che il bambino sappia che I GENITORI CREDANO IN LUI!! E' provato scientificamente che bambini con una buona autostima   sono dotati di pensiero positivo verso il mondo e da adulti avranno successo nella scuola, nelle amicizie, nel lavoro e nella vita in generale.
Facciamo quindi attenzione affinchè i nostri piccoli crescano dotati di buona autostima.
Silvana

martedì 9 aprile 2013

E' INDISPENSABILE L'INSERIMENTO ?

Oggi una madre, per paura di non assecondare le esigenze del suo  datore di lavoro, che le ha chiesto di rientrare in azienda in anticipo rispetto alla data prevista, mi ha chiesto se è davvero necessario fare l'inserimento del bambino al nido con la consueta gradualità.
Collegare l'ambiente- famiglia, con l'ambiente- nido, implica per il bambino, forti emozioni e per questo l'ingresso al nido non deve essere un'azione immediata, ma graduale ed accompagnata.
L'accompagnamento sia sotto forma fisica che sotto forma di convinzione personale dei genitori che si apprestano a vivere questa avventura e l'accompagnamento professionale dell'educatrice di riferimento, faranno sì che gradualmente il piccolo trovi sicurezza, che è fondamentale nella fase dell'ambientamento.
Ogni bambino e ogni famiglia sono unici, nessun altro bambino e nessun'altra famiglia è uguale  ad un'altra, ognuno ha la sua storia e le sue particolarità, è per questo che nel nostro nido l'inserimento è individuale e non di gruppo.
Nel nostro nido, ogni inserimento gli unici protagonisti sono il genitore che partecipa all'inserimento, l'educatrice di riferimento e il bambino, ma solo un bambino per volta, che così verrà gestito nella sua meravigliosa  unicità.
Per questo motivo ad ogni inserimento sono dedicate tempi e coinvolgimenti diversi, personalizzati ad ogni bambino ed a ogni famiglia.
 Così in un ambiente gentile, sereno e gioviale, prenderà il via il suo nuovo mondo parallelo a quello famigliare, dove vivrà esperienze socializzatrici che rafforzeranno la sua sicurezza emotiva e fisica, egli sarà un bambino felice e che lo dimostrerà al mondo!!!
Buona serata,
Silvana

INDIVIDUARE IL NIDO GIUSTO PER IL PROPRIO BAMBINO

Dalla consapevolezza delle trasformazioni sociali e culturali degli ultimi anni, sono emersi nella società e nella famiglia nuovi bisogni ed esigenze relative alla vita e all'educazione dei bambini.
Ecco quindi che il nido diventa luogo non solo di cura, ma anche di educazione e socializzazione per i bambini, ma anche luogo di riferimento per i genitori che in un ambiente familiare favoriranno di uno scambio culturale attorno ai temi dell'educazione e degli eventuali problemi che potrebbero insorgere nelle varie fasi di crescita dei loro piccoli.
L'individuazione del giusto asilo nido, non deve essere pensato come parcheggio a causa di esigenze lavorative, ma deve essere frutto di una scelta responsabile, compiuta non sulla base del fattore 
TEMPO=COSTO, ma sul METODO=QUALITA' dei vari servizi offerti che devono essere funzionali e flessibili in base alle esigenze della famiglia e che offra un alto standard qualitativo sui percorsi di crescita 
PSICO-FISICO-EMOZIONALE, di SOCIALIZZAZIONE e di APPRENDIMENTO.
Buona scelta e buon nido a tutti!! ( bambini e genitori)
Silvana