Durante il primo anno di vita per il bambino fare pipì e cacca diventano un gesto di riflesso.
Il piccolo non è cosciente di ciò che sta accadendo nel suo corpo e di conseguenza non è in grado di controllarlo del tutto volontariamente.
Verso i due anni, invece, il bimbo inizia a capire il collegamento tra se stesso e i propri bisogni fisiologici, ma non è possibile stabilire un periodo preciso in cui il bambino inizia a percepire lo stimolo e a controllarlo.
Sicuramente mettere il bambino sul vasino troppo precocemente allunga i tempi e può confondere il bambino, certo non è facile capire quando è il momento giusto per iniziarlo all'autonomia, ma a volte la scoperta del proprio corpo inizia quando dopo aver fatto i suoi bisogni, senza rendersene conto dica "cacca e pipì"ecco che il piccolo comincia ad avere la consapevolezza che ciò ha fatto è opera sua e ....forse possiamo cominciare a togliere il pannolino per fare pipì nel vasino.
Per rendere più autonomo il bambino è bene sostituire il body con canottiera e mutandine in modo da rendere più comodamente autonomo il piccolo nei sui nuovi gesti.
Infine è sempre bene che ci sia comunicazione tra nido e famiglia sugli sviluppi dello spatellamento, la coerenza nella comunicazione dei successi o meno riguardo il vasino è fondamentale affinchè le educatrici siano in grado di dare valido sostegno al bambino insegnandogli a comunicare quando urge la necessità di un bagno!!
mercoledì 13 maggio 2015
GRAZIE MAMMA
Grazie mamma
perchè mi hai dato le tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
GRAZIE MAMMA
Di Judith Bond
perchè mi hai dato le tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
GRAZIE MAMMA
Di Judith Bond
martedì 24 marzo 2015
CARO PAPA'...
In passato la madre aveva il compito di "mettere al mondo"un figlio ed il padre quello di " metterlo nel mondo", guidandolo attraverso la vita tasmettendogli regole e valori sociali.
Il modo di essere padre negli ultimi anni è molto cambiato rispetto a qualche decennio fa, sopratutto in virtù dell' immediato coinvolgimento fin dalle primissime fasi della vita del suo piccolo, ma spesso ha comportato una crisi identitaria nei genitori d'oggi immersi nel" ruolo di genitore unico". Come ben si sa, il bambino ha un vero e proprio bisogno del genitore che sappia proporre limiti e regole, le quali non solo hanno uno scopo educativo, ma anche di sicurezza interiore.
In questo contesto condiviso ma distinto tra i genitori, la madre evocherà una figura amorevole ed accudente, il padre assumerà quella protettiva ed emancipatrice.
Sin dai primi anni di vita, il padre grazie al suo modo di essere presente in famiglia, deve sostenere e determinare la relazione madre-bambino regolando la loro giusta distanza evitando attaccamenti morbosi, ma se parliamo di evoluzione della genitorialità, possiamo dire che la figura paterna è chiamata a riacquistare la sua valenza di mediatore con la società e di emancipatore, da qui la necessità delle figura paterna e materna corresponsabili, mosse dalla stessa intenzione e scopo educativo, complementari tra loro nell'accudire e regolare.
A presto
Silvana
Il modo di essere padre negli ultimi anni è molto cambiato rispetto a qualche decennio fa, sopratutto in virtù dell' immediato coinvolgimento fin dalle primissime fasi della vita del suo piccolo, ma spesso ha comportato una crisi identitaria nei genitori d'oggi immersi nel" ruolo di genitore unico". Come ben si sa, il bambino ha un vero e proprio bisogno del genitore che sappia proporre limiti e regole, le quali non solo hanno uno scopo educativo, ma anche di sicurezza interiore.
In questo contesto condiviso ma distinto tra i genitori, la madre evocherà una figura amorevole ed accudente, il padre assumerà quella protettiva ed emancipatrice.
Sin dai primi anni di vita, il padre grazie al suo modo di essere presente in famiglia, deve sostenere e determinare la relazione madre-bambino regolando la loro giusta distanza evitando attaccamenti morbosi, ma se parliamo di evoluzione della genitorialità, possiamo dire che la figura paterna è chiamata a riacquistare la sua valenza di mediatore con la società e di emancipatore, da qui la necessità delle figura paterna e materna corresponsabili, mosse dalla stessa intenzione e scopo educativo, complementari tra loro nell'accudire e regolare.
A presto
Silvana
martedì 16 dicembre 2014
IL SUONO DEL NATALE
CHE SUONO FA IL NATALE?
Il Natale è ora mai alle porte e i bambini sono impazienti che arrivi presto quel giorno di festa; i loro sogni sono pieni di preghiere,speranze e desideri puri e felici.
Una bambina ha sognato qualcosa di meraviglioso …
BAMBINA: ”Mamma, papà ho sognato il Natale … i regali, i vostri abbracci, le luci, i colori, ma la cosa più bella è quello che ho sentito”
MAMMA: ”E cos’ hai sentito tesoro?”
BAMBINA: ”Mamma un bellissimo suono, ma non so cos’era, forse è il suono del Natale”
PAPA’: ”Cara a Natale ci sono tanti suoni e rumori e quando ero piccolo mi piaceva ascoltarli”
BAMBINA: ”E quali sono papà? se me li spieghi, magari riesco a riconoscere quello che ho sognato”
PAPA’: ”Dunque ricordo …
La confusione della gente che va nei negozi e per le strade per gli ultimi preparativi ….
Il rumore della carta per impacchettare i regali ….
… e degli addobbi per allestire l’ albero …
La mia mamma e le mie nonne che padellano in cucina per il pranzo del grande giorno …
Il nonno che spala fuori in giardino la neve …
Il vicino che taglia la legna per il camino …
Infine le campane della chiesa con cui il parroco richiamava i fedeli alla preghiera…
…che intonavano canti di lode al Signore.
BAMBINA: ”No papà, il suono che ho sentito non è nessuno di questi”
PAPA’:”Aspetta, aspetta, c’è un altro suono che ancora non ti ho detto, è una cosa speciale che mi ha regalato la nonna quando ero piccolo come te … i campanelli”
A questo suono appaiono due angeli: ”Questo è il suono della magia del Natale, di quando una notte di tanti anni fa… fiocchi di neve volteggiavano nel cielo … stelline scintillanti che illuminavano la notte, guidati da una magica stella cometa … che indicava la strada ai Re Magi con i loro doni… il pastore sapeva che qualcuno aveva freddo e condusse le sue pecorelle alla capanna… davanti alla quale il gruppo dei musicanti celebrava l’arrivo del Santo Bambino con una ninna nanna di Pace…”.
“Come ogni anno teniamo a precisare che i bambini compaiono in tempi e modalità differenti per rispettare la loro più totale spontaneità.
I bambini si sa, sono istintivi e soprattutto imprevedibili”.
ANCORA TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE DA SILVANA, CHIARA, CRISTINA, VERUSKA, SARAH, ALICE...
giovedì 6 novembre 2014
Genitori senza sensi di colpa
Stralcio della relazione di Elena Galante durante una riunione formativa con i genitori all'asilo nido Il trenino dei desideri ( dal libro" Genitori senza sensi di colpa" di Harley Robart)
Tanto per cominciare è molto importante dire che molte persone hanno scritto libri, hanno fatto conferenze e hanno speso parole e parole su come si debba educare un figlio. Tutte le teorie possono essere buone ed efficaci oppure no. Da cosa dipende la buona riuscita? Dalla conoscenza che abbiamo dei nostri bambini, dall'impegno che ci mettiamo e anche da un pizzico di fortuna (o incoscienza!) Siate fiduciosi, allegri, positivi, amorevoli con voi stessi prima di tutto e poi con i vostri bambini. Siate delle guide,degli esempi...cercate di essere come vorreste fosse vostro figlio da adulto e rimarrete piacevolmente sorpresi, perchè forse lui o lei saranno capaci di diventare anche migliori! www.elygalantecreazioni.it A presto Silvana
mercoledì 5 novembre 2014
A SUON DI MUSICA
Fin dai primi mesi i bambini sono proiettati alla ricerca di dare un senso e un significato alle cose. Questa ricerca passa sopratutto attraverso il canale dei sensi e l'approccio sensoriale è la modalità adottata dai bambini per conoscere e comunicare con il mondo che li circonda.
Il canale sensoriale diventa una sorta di motore di ricerca attraverso il quale il bambino arricchisce il suo "bagaglio culturale", nel caso specifico della musica intesa come suono/rumore, viene vissuta dal piccolo con tutto il corpo, la può vedere, toccare, assaporare, manipolare ecc.perchè il corpo è lo strumento privilegiato per apprendere la realtà.
I suoni e i rumori fanno parte della vita di un individuo già nel grembo materno poi ci accompagnano sempre, a tal punto che non ci facciamo più caso. Ecco che il bambino va educato non solo all'ascolto dell'ambiente circostante ma anche all'ascolto del silenzio.
Stimolando e sollecitando le capacità di ascolto, si maturano le abilità che concorrono allo sviluppo generale della persona.
Importante è lo spazio che, in ambito musicale, è per il bambino un mondo di suoni
vicini/lontani, destra/sinistra, sotto/sopra.
Ciò implica giocare con il proprio corpo, con tutti i suoi sensi, ma anche trasformare lo stesso corpo in uno strumento musicale.
Si vuol far rifiorire il desiderio di giocare con suoni e rumori a partire dalla convinzione che i bambini vivono la musica prima di eseguirla, in accordo con De la Lande che parlava della musica come un "gioco per bambini".
Dela lande Francois studia le condotte di ascolto e di produzione della musica, con particolare attenzione ai bambini, sin dagli anni '70; è uno dei principali innovatori della pedagogia musicale orientata verso la pratica creativa. Direttore dal 1970 al 2006 delle ricerche teoriche del GRUPPO RICERCHE MUSICALI dell'INA di Parigi, è coordinatore di molte esperienze educative in Francia e lavora in diversi paesi tra cui l'Italia, dove tra l'altro collabora stabilmente con il CENTRO STUDI M. DI BENEDETTO. Le sue opere sono state tradotte in diversi paesi europei, in America Latina, in Cina e Giappone.
Per la Franco Angeli ha pubblicato "La musica è un gioco per bambini"(2001)
A presto Silvana
I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VEDONO
Se i bambini vivono con le critiche
imparano a condannare.
Se i bambini vivono con la paura
imparano ad essere apprensivi.
Se i bambini vivono con la vergogna
imparano a sentirsi colpevoli.
Se i bambini vivono l'incoraggiamento
imparano ad essere sicuri di sè.
Se i bambini vivono con l'accettazione
imparano ad amare.
Se i bambini vivono con la benevolenza
imaparano che il mondo è
un bel posto in cui vivere
Dorothy Law Nolte
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