mercoledì 17 aprile 2019
E se si rompe?
" Chi si proponga di aiutare lo sviluppo psichico umano deve partire dal fatto che la mente assorbente del bambino si orienta sull'ambiente; e, specialmente agli inizi della vita, deve prendere speciali precauzioni affinché l'ambiente offra interesse ed attrattive a questa mente che deve nutrirsene per la propria costruzione"
M. MONTESSORI
lunedì 28 maggio 2018
OLTRE ALL'AFFETTO I BAMBINI HANNO BISOGNO DI AUTOREVOLEZZA
BISOGNO DI REGOLE
Le regole non servono solo a crescere persone educate, fanno bene al sistema nervoso e allo sviluppo emotivo.
Sapere qual'è il limite aiuta il bambino a sentirsi al sicuro, a sapere quali sono i confini dell'accettabile in quel mondo magico che è la famiglia.
Le regole in generale hanno l'effetto benefico di aiutare lo sviluppo del controllo emotivo.
Al contrario i bambini che crescono in un' ambiente carente di regole, sono più soggetti allo stress e a picchi emotivi incontrollati, poichè sentono questo un'ambiente per loro altamente insicuro e mutevole e non riuscendo a prevedere quello che potranno o non potranno ottenere vivono in perenne stato ansioso.
AFFETTO E AUTOREVOLEZZA
Se le regole sono necessarie, questo non significa tiranneggiare in famiglia. Cinquant'anni di studi psicologici e pedagogici ci hanno insegnato l'importanza dell'affetto e di un ambiente sicuro e confortevole con una figura autorevole e non autoritaria.
Il genitore autorevole riesce a spiegare le ragioni delle sue scelte e coinvolge emotivamente i bambini, diventando una guida naturale, un punto di riferimento e una base sicura.
Accanto all'autorevolezza, che si ottiene attraverso un comportamento sicuro di sè( ovvero fatevi tutti i dubbi del caso, ma davanti al bambino siate sempre fermi e irremovibili), un comportamento comprensivo, un comportamento orientato al dialogo, c'è anche l'affetto.
Questo però è un punto sul quale non serve lavorare particolarmente: ogni genitore ama i suoi figli più di tutto!!
Le regole non servono solo a crescere persone educate, fanno bene al sistema nervoso e allo sviluppo emotivo.
Sapere qual'è il limite aiuta il bambino a sentirsi al sicuro, a sapere quali sono i confini dell'accettabile in quel mondo magico che è la famiglia.
Le regole in generale hanno l'effetto benefico di aiutare lo sviluppo del controllo emotivo.
Al contrario i bambini che crescono in un' ambiente carente di regole, sono più soggetti allo stress e a picchi emotivi incontrollati, poichè sentono questo un'ambiente per loro altamente insicuro e mutevole e non riuscendo a prevedere quello che potranno o non potranno ottenere vivono in perenne stato ansioso.
AFFETTO E AUTOREVOLEZZA
Se le regole sono necessarie, questo non significa tiranneggiare in famiglia. Cinquant'anni di studi psicologici e pedagogici ci hanno insegnato l'importanza dell'affetto e di un ambiente sicuro e confortevole con una figura autorevole e non autoritaria.
Il genitore autorevole riesce a spiegare le ragioni delle sue scelte e coinvolge emotivamente i bambini, diventando una guida naturale, un punto di riferimento e una base sicura.
Accanto all'autorevolezza, che si ottiene attraverso un comportamento sicuro di sè( ovvero fatevi tutti i dubbi del caso, ma davanti al bambino siate sempre fermi e irremovibili), un comportamento comprensivo, un comportamento orientato al dialogo, c'è anche l'affetto.
Questo però è un punto sul quale non serve lavorare particolarmente: ogni genitore ama i suoi figli più di tutto!!
venerdì 27 aprile 2018
CANTAMI O MAMMA
Da libro "Cantami o mamma" di Maria Teresa Nardi
"Cantami o mamma, perchè la tua voce mi avvolge,
mi massaggia e mi coccola.
Cantami o mamma perchè il tuo canto mi culla,
mi fa spazio nella tua mente, mi trattiene nei tuoi pensieri.
Cantami o mamma, perchè ho bisogno di ascoltare i tuoi gorgheggi,
che sono amore, nutrizione e richiamo alla vita per me..."
......"Mi piace immaginare che potrebbero essere queste le parole che un piccolo rivolge
alla sua mamma a partire dai mesi dell'attesa, quando la voce della gravida inonda l'utero
e lo fa vibrare. Mi piace pensare che il piccolo in divenire, appiattato in fondo al corpo della
madre, sistemato in uno spazio pronto ad espandersi, immerso in un liquido caldo e vibrante,
stia ad ascoltare le sonorità vocaliche dei genitori.
E poi, dopo il parto, ricerchi, si volti, e "guardi" la voce materna, che ha saputo dare un senso
al tempo dell'attesa e che insegue esclamando "Cantami, o mamma ...canta me e canta a me!"
Maria Teresa Nardi
Da libro "Cantami o mamma" di Maria Teresa Nardi
"Cantami o mamma, perchè la tua voce mi avvolge,
mi massaggia e mi coccola.
Cantami o mamma perchè il tuo canto mi culla,
mi fa spazio nella tua mente, mi trattiene nei tuoi pensieri.
Cantami o mamma, perchè ho bisogno di ascoltare i tuoi gorgheggi,
che sono amore, nutrizione e richiamo alla vita per me..."
......"Mi piace immaginare che potrebbero essere queste le parole che un piccolo rivolge
alla sua mamma a partire dai mesi dell'attesa, quando la voce della gravida inonda l'utero
e lo fa vibrare. Mi piace pensare che il piccolo in divenire, appiattato in fondo al corpo della
madre, sistemato in uno spazio pronto ad espandersi, immerso in un liquido caldo e vibrante,
stia ad ascoltare le sonorità vocaliche dei genitori.
E poi, dopo il parto, ricerchi, si volti, e "guardi" la voce materna, che ha saputo dare un senso
al tempo dell'attesa e che insegue esclamando "Cantami, o mamma ...canta me e canta a me!"
Maria Teresa Nardi
mercoledì 9 novembre 2016
COME APPRENDIAMO AD AMARE (riflessione per i propri figli)
Si apprende a vedere, riconoscere, amare sé stessi, facendo l' esperienza di essere visti, riconosciuti ed amati.
Se quando eravamo piccoli, alcuni nostri aspetti, bisogni, sentimenti non sono stati visti e riconosciuti, crescendo impariamo a non vederli e a non riconoscerli.
Se siamo stati criticati, impariamo a criticarci.
Se siamo stati derisi, impariamo a svalutarci.
La nostra ferita originaria viene così aggravata dal nostro comportamento appreso: ripetiamo continuamente al nostro interno gli schemi relazionali che ci hanno fatto soffrire (::::)
Ogni problema psicologico, ogni sofferenza emotiva trova qui la sua radice * disturbo della capacita' di amare*.
Gli esseri umani sono dotati di una naturale capacita' di amare, cosi' come sono dotati di una normale capacita' di muoversi, camminare,vedere, ascoltare, parlare. Ogni capacita' ha pero' bisogno di essere esercitata. Ha bisogno del contesto adatto, ove siano disponibili modelli da imitare. Se il contesto e i modelli d' amore sono disfunzionali, possiamo andare incontro ai disturbi della capacita' di amare
Tutti i problemi umani sono varianti di un'unico tema ..* L INCAPACITA' APPRESA DI AMARE*
Salvo Noe'
Se quando eravamo piccoli, alcuni nostri aspetti, bisogni, sentimenti non sono stati visti e riconosciuti, crescendo impariamo a non vederli e a non riconoscerli.
Se siamo stati criticati, impariamo a criticarci.
Se siamo stati derisi, impariamo a svalutarci.
La nostra ferita originaria viene così aggravata dal nostro comportamento appreso: ripetiamo continuamente al nostro interno gli schemi relazionali che ci hanno fatto soffrire (::::)
Ogni problema psicologico, ogni sofferenza emotiva trova qui la sua radice * disturbo della capacita' di amare*.
Gli esseri umani sono dotati di una naturale capacita' di amare, cosi' come sono dotati di una normale capacita' di muoversi, camminare,vedere, ascoltare, parlare. Ogni capacita' ha pero' bisogno di essere esercitata. Ha bisogno del contesto adatto, ove siano disponibili modelli da imitare. Se il contesto e i modelli d' amore sono disfunzionali, possiamo andare incontro ai disturbi della capacita' di amare
Tutti i problemi umani sono varianti di un'unico tema ..* L INCAPACITA' APPRESA DI AMARE*
Salvo Noe'
IL FOCOLARE E IL FARO
Il nostro primo modello d'amore é quello dei nostri genitori.
Li incontriamo da piccoli e con loro facciamo i nostri primi passi.
Nel grembo materno, troviamo la nostra prima casa, il "focolare" e nei muscoli paterni troviamo la nostra prima forza "il faro".
Da loro apprendiamo ad amare e ad essere amati.
Salvo Noé
Li incontriamo da piccoli e con loro facciamo i nostri primi passi.
Nel grembo materno, troviamo la nostra prima casa, il "focolare" e nei muscoli paterni troviamo la nostra prima forza "il faro".
Da loro apprendiamo ad amare e ad essere amati.
Salvo Noé
giovedì 19 maggio 2016
BRACCIA
"Nel passaggio da casa a scuola
ci sono braccia che lasciano andare
.... ma ci sono braccia
che prendono, che accolgono,
che sostengono il bambino
in questo passaggio di mani e di menti"
R. Bosi
ci sono braccia che lasciano andare
.... ma ci sono braccia
che prendono, che accolgono,
che sostengono il bambino
in questo passaggio di mani e di menti"
R. Bosi
IL BAMBINO E LA RABBIA
Molto spesso si parla di quali siano le cause dei conflitti e delle aggressività e di come eliminarle nei bambini piccoli, ma spesso non si prende in considerazione che questo tipo di manifestazioni hanno anche un aspettto evolutivo e fisiologico.
Ogni bambino ha la necessità di sperimentare anche le emozioni negative che non sono altro che un percorso di crescita e che opportunamente gestite faranno sì che il bambino riesca poi a relazionarsi in modo adeguato anche in maniera autonoma.
Silvana
Ogni bambino ha la necessità di sperimentare anche le emozioni negative che non sono altro che un percorso di crescita e che opportunamente gestite faranno sì che il bambino riesca poi a relazionarsi in modo adeguato anche in maniera autonoma.
Silvana
martedì 17 maggio 2016
C'è molto da fare
" C'è molto da fare attorno alla scuola dei bambini, c'è una grande sete di conoscere, di discutere, di provare, sopratutto di rinnovare, di fare piazza pulita dei compiti assistenziali e di supplenza, di aprirsi alla sperimentazione, alla ricerca, a un nuovo modo di concepire il bambino, la scuola, l'educazione, la socialità del bambino e della scuola, il lavoro delle insegnanti, il partecipare alla cultura"...
" Fare una scuola amabile (operosa, inventosa, vivibile, documentabile e comunicabile, luogo di ricerca, apprendimento, ricognizione e riflessione) dove stiano bene bambini, insegnanti e famiglie, è il nostro approdo"
Loris Malaguzzi
" Fare una scuola amabile (operosa, inventosa, vivibile, documentabile e comunicabile, luogo di ricerca, apprendimento, ricognizione e riflessione) dove stiano bene bambini, insegnanti e famiglie, è il nostro approdo"
Loris Malaguzzi
INVECE IL 100 C'E'
" Nonostante tutto è lecito pensare che la creatività, come lo stupore e lo stupore del conoscere(...) possa essere il punto di forza del nostro lavoro nella speranza che essa possa diventare una normale compagna di lavoro nell'evoluzione dei bambini.
Loris Malaguzzi
INVECE IL 100 C'E'
IL bambino
è fatto di cento.
Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire
di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento modi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino
ha cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c'è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l'immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
Gli dicono insomma
che il cento non c'è.
Il bambino dice:
invece il cento c'è
Loris Malaguzzi
Loris Malaguzzi
INVECE IL 100 C'E'
IL bambino
è fatto di cento.
Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire
di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento modi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino
ha cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c'è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l'immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
Gli dicono insomma
che il cento non c'è.
Il bambino dice:
invece il cento c'è
Loris Malaguzzi
martedì 3 maggio 2016
OPENDAY
SABATO 7 MAGGIO
dalle ore 10,00 alle ore 18,00
PROGRAMMA
ore 10,00 inizio openday: viaggia con noi alla scoperta del nido
ore 11,30 aperitivo
ore 14,30- 15,30 incontro gratuito:
un, due, tre...paroliamo!
a cura dell' equipe Paroliamo
Studio di terapia logopedica, potenziamento cognitivo e
counselling sistemico-relazionale
Un momento di formazione su:
Sviluppo del linguaggio nei primi 3 anni di vita
Strategie per supportarne la crescita
I segnali che indicano una fatica in quest'ambito
ore 17,00 facciamo merenda
ore 18,00 chiusura openday
VENITE A CONOSCERCI !!
VI aspettiamo al Nido!!
Barzanò (Lc) Via Garibaldi 117
tel 039 955072
SABATO 7 MAGGIO
dalle ore 10,00 alle ore 18,00
PROGRAMMA
ore 10,00 inizio openday: viaggia con noi alla scoperta del nido
ore 11,30 aperitivo
ore 14,30- 15,30 incontro gratuito:
un, due, tre...paroliamo!
a cura dell' equipe Paroliamo
Studio di terapia logopedica, potenziamento cognitivo e
counselling sistemico-relazionale
Un momento di formazione su:
Sviluppo del linguaggio nei primi 3 anni di vita
Strategie per supportarne la crescita
I segnali che indicano una fatica in quest'ambito
ore 17,00 facciamo merenda
ore 18,00 chiusura openday
VENITE A CONOSCERCI !!
VI aspettiamo al Nido!!
Barzanò (Lc) Via Garibaldi 117
tel 039 955072
venerdì 4 settembre 2015
LE VACANZE SONO FINITE!! BENVENUTI AL NIDO
Ehh già, le vacanze sono finite, i nostri piccoli tornano sui vagoni de Il trenino dei desideri per un'altro fantastico viaggio.
Ha inizio un nuovo anno carico di progetti ed emozioni, siamo pronte ad accogliere la gioia dei bambini che è lo stimolo e la carica che permette a tutte noi di far crescere giorno dopo giorno la qualità del nido nella favola emozionale che coinvolgerà grandi e piccini.
BENTORNATI!! ai nostri veterani e
BENVENUTI!! ai nostri nuovi amici
BUON NIDO A TUTTI!!
Silvana
Ha inizio un nuovo anno carico di progetti ed emozioni, siamo pronte ad accogliere la gioia dei bambini che è lo stimolo e la carica che permette a tutte noi di far crescere giorno dopo giorno la qualità del nido nella favola emozionale che coinvolgerà grandi e piccini.
BENTORNATI!! ai nostri veterani e
BENVENUTI!! ai nostri nuovi amici
BUON NIDO A TUTTI!!
Silvana
venerdì 7 agosto 2015
CARI SALUTI
Ehh già.., purtroppo è il momento...
saluti commossi a questo meraviglioso gruppo di bambini,
per i quali è giunto il momento di andare alla scuola materna.
Ci piace ricordarli entrare in asilo nei loro primi giorni di frequenza, con il visetto pieno di curiosità, così piccoli e indifesi, ma poi felici, sereni, contenti di esserci e poi concludere il loro percorso fatto di giochi, di traguardi e di stupore per le nuove esperienze.
Li salutiamo ringraziandoli dei preziosi meravigliosi momenti che ci hanno regalato, augurando loro di non perdere mai quella spontaneità e quella gioia che hanno nel cuore meritando così il meglio che la vita.
E un caro saluto ai loro genitori, nei quali abbiamo trovato tanta umanità e collaborazione.
UN GRANDE SENTITO AFFETTUOSO ABBRACCIO
BUONA VITA!!
Silvana, Chiara, Veruska, Alice, Cristina, Sarah
saluti commossi a questo meraviglioso gruppo di bambini,
per i quali è giunto il momento di andare alla scuola materna.
Ci piace ricordarli entrare in asilo nei loro primi giorni di frequenza, con il visetto pieno di curiosità, così piccoli e indifesi, ma poi felici, sereni, contenti di esserci e poi concludere il loro percorso fatto di giochi, di traguardi e di stupore per le nuove esperienze.
Li salutiamo ringraziandoli dei preziosi meravigliosi momenti che ci hanno regalato, augurando loro di non perdere mai quella spontaneità e quella gioia che hanno nel cuore meritando così il meglio che la vita.
E un caro saluto ai loro genitori, nei quali abbiamo trovato tanta umanità e collaborazione.
UN GRANDE SENTITO AFFETTUOSO ABBRACCIO
BUONA VITA!!
Silvana, Chiara, Veruska, Alice, Cristina, Sarah
mercoledì 13 maggio 2015
Togliamo il pannolino !!
Durante il primo anno di vita per il bambino fare pipì e cacca diventano un gesto di riflesso.
Il piccolo non è cosciente di ciò che sta accadendo nel suo corpo e di conseguenza non è in grado di controllarlo del tutto volontariamente.
Verso i due anni, invece, il bimbo inizia a capire il collegamento tra se stesso e i propri bisogni fisiologici, ma non è possibile stabilire un periodo preciso in cui il bambino inizia a percepire lo stimolo e a controllarlo.
Sicuramente mettere il bambino sul vasino troppo precocemente allunga i tempi e può confondere il bambino, certo non è facile capire quando è il momento giusto per iniziarlo all'autonomia, ma a volte la scoperta del proprio corpo inizia quando dopo aver fatto i suoi bisogni, senza rendersene conto dica "cacca e pipì"ecco che il piccolo comincia ad avere la consapevolezza che ciò ha fatto è opera sua e ....forse possiamo cominciare a togliere il pannolino per fare pipì nel vasino.
Per rendere più autonomo il bambino è bene sostituire il body con canottiera e mutandine in modo da rendere più comodamente autonomo il piccolo nei sui nuovi gesti.
Infine è sempre bene che ci sia comunicazione tra nido e famiglia sugli sviluppi dello spatellamento, la coerenza nella comunicazione dei successi o meno riguardo il vasino è fondamentale affinchè le educatrici siano in grado di dare valido sostegno al bambino insegnandogli a comunicare quando urge la necessità di un bagno!!
Il piccolo non è cosciente di ciò che sta accadendo nel suo corpo e di conseguenza non è in grado di controllarlo del tutto volontariamente.
Verso i due anni, invece, il bimbo inizia a capire il collegamento tra se stesso e i propri bisogni fisiologici, ma non è possibile stabilire un periodo preciso in cui il bambino inizia a percepire lo stimolo e a controllarlo.
Sicuramente mettere il bambino sul vasino troppo precocemente allunga i tempi e può confondere il bambino, certo non è facile capire quando è il momento giusto per iniziarlo all'autonomia, ma a volte la scoperta del proprio corpo inizia quando dopo aver fatto i suoi bisogni, senza rendersene conto dica "cacca e pipì"ecco che il piccolo comincia ad avere la consapevolezza che ciò ha fatto è opera sua e ....forse possiamo cominciare a togliere il pannolino per fare pipì nel vasino.
Per rendere più autonomo il bambino è bene sostituire il body con canottiera e mutandine in modo da rendere più comodamente autonomo il piccolo nei sui nuovi gesti.
Infine è sempre bene che ci sia comunicazione tra nido e famiglia sugli sviluppi dello spatellamento, la coerenza nella comunicazione dei successi o meno riguardo il vasino è fondamentale affinchè le educatrici siano in grado di dare valido sostegno al bambino insegnandogli a comunicare quando urge la necessità di un bagno!!
GRAZIE MAMMA
Grazie mamma
perchè mi hai dato le tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
GRAZIE MAMMA
Di Judith Bond
perchè mi hai dato le tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino, hai educato il mio spirito
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
GRAZIE MAMMA
Di Judith Bond
martedì 24 marzo 2015
CARO PAPA'...
In passato la madre aveva il compito di "mettere al mondo"un figlio ed il padre quello di " metterlo nel mondo", guidandolo attraverso la vita tasmettendogli regole e valori sociali.
Il modo di essere padre negli ultimi anni è molto cambiato rispetto a qualche decennio fa, sopratutto in virtù dell' immediato coinvolgimento fin dalle primissime fasi della vita del suo piccolo, ma spesso ha comportato una crisi identitaria nei genitori d'oggi immersi nel" ruolo di genitore unico". Come ben si sa, il bambino ha un vero e proprio bisogno del genitore che sappia proporre limiti e regole, le quali non solo hanno uno scopo educativo, ma anche di sicurezza interiore.
In questo contesto condiviso ma distinto tra i genitori, la madre evocherà una figura amorevole ed accudente, il padre assumerà quella protettiva ed emancipatrice.
Sin dai primi anni di vita, il padre grazie al suo modo di essere presente in famiglia, deve sostenere e determinare la relazione madre-bambino regolando la loro giusta distanza evitando attaccamenti morbosi, ma se parliamo di evoluzione della genitorialità, possiamo dire che la figura paterna è chiamata a riacquistare la sua valenza di mediatore con la società e di emancipatore, da qui la necessità delle figura paterna e materna corresponsabili, mosse dalla stessa intenzione e scopo educativo, complementari tra loro nell'accudire e regolare.
A presto
Silvana
Il modo di essere padre negli ultimi anni è molto cambiato rispetto a qualche decennio fa, sopratutto in virtù dell' immediato coinvolgimento fin dalle primissime fasi della vita del suo piccolo, ma spesso ha comportato una crisi identitaria nei genitori d'oggi immersi nel" ruolo di genitore unico". Come ben si sa, il bambino ha un vero e proprio bisogno del genitore che sappia proporre limiti e regole, le quali non solo hanno uno scopo educativo, ma anche di sicurezza interiore.
In questo contesto condiviso ma distinto tra i genitori, la madre evocherà una figura amorevole ed accudente, il padre assumerà quella protettiva ed emancipatrice.
Sin dai primi anni di vita, il padre grazie al suo modo di essere presente in famiglia, deve sostenere e determinare la relazione madre-bambino regolando la loro giusta distanza evitando attaccamenti morbosi, ma se parliamo di evoluzione della genitorialità, possiamo dire che la figura paterna è chiamata a riacquistare la sua valenza di mediatore con la società e di emancipatore, da qui la necessità delle figura paterna e materna corresponsabili, mosse dalla stessa intenzione e scopo educativo, complementari tra loro nell'accudire e regolare.
A presto
Silvana
martedì 16 dicembre 2014
IL SUONO DEL NATALE
CHE SUONO FA IL NATALE?
Il Natale è ora mai alle porte e i bambini sono impazienti che arrivi presto quel giorno di festa; i loro sogni sono pieni di preghiere,speranze e desideri puri e felici.
Una bambina ha sognato qualcosa di meraviglioso …
BAMBINA: ”Mamma, papà ho sognato il Natale … i regali, i vostri abbracci, le luci, i colori, ma la cosa più bella è quello che ho sentito”
MAMMA: ”E cos’ hai sentito tesoro?”
BAMBINA: ”Mamma un bellissimo suono, ma non so cos’era, forse è il suono del Natale”
PAPA’: ”Cara a Natale ci sono tanti suoni e rumori e quando ero piccolo mi piaceva ascoltarli”
BAMBINA: ”E quali sono papà? se me li spieghi, magari riesco a riconoscere quello che ho sognato”
PAPA’: ”Dunque ricordo …
La confusione della gente che va nei negozi e per le strade per gli ultimi preparativi ….
Il rumore della carta per impacchettare i regali ….
… e degli addobbi per allestire l’ albero …
La mia mamma e le mie nonne che padellano in cucina per il pranzo del grande giorno …
Il nonno che spala fuori in giardino la neve …
Il vicino che taglia la legna per il camino …
Infine le campane della chiesa con cui il parroco richiamava i fedeli alla preghiera…
…che intonavano canti di lode al Signore.
BAMBINA: ”No papà, il suono che ho sentito non è nessuno di questi”
PAPA’:”Aspetta, aspetta, c’è un altro suono che ancora non ti ho detto, è una cosa speciale che mi ha regalato la nonna quando ero piccolo come te … i campanelli”
A questo suono appaiono due angeli: ”Questo è il suono della magia del Natale, di quando una notte di tanti anni fa… fiocchi di neve volteggiavano nel cielo … stelline scintillanti che illuminavano la notte, guidati da una magica stella cometa … che indicava la strada ai Re Magi con i loro doni… il pastore sapeva che qualcuno aveva freddo e condusse le sue pecorelle alla capanna… davanti alla quale il gruppo dei musicanti celebrava l’arrivo del Santo Bambino con una ninna nanna di Pace…”.
“Come ogni anno teniamo a precisare che i bambini compaiono in tempi e modalità differenti per rispettare la loro più totale spontaneità.
I bambini si sa, sono istintivi e soprattutto imprevedibili”.
ANCORA TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE DA SILVANA, CHIARA, CRISTINA, VERUSKA, SARAH, ALICE...
giovedì 6 novembre 2014
Genitori senza sensi di colpa
Stralcio della relazione di Elena Galante durante una riunione formativa con i genitori all'asilo nido Il trenino dei desideri ( dal libro" Genitori senza sensi di colpa" di Harley Robart)
Tanto per cominciare è molto importante dire che molte persone hanno scritto libri, hanno fatto conferenze e hanno speso parole e parole su come si debba educare un figlio. Tutte le teorie possono essere buone ed efficaci oppure no. Da cosa dipende la buona riuscita? Dalla conoscenza che abbiamo dei nostri bambini, dall'impegno che ci mettiamo e anche da un pizzico di fortuna (o incoscienza!) Siate fiduciosi, allegri, positivi, amorevoli con voi stessi prima di tutto e poi con i vostri bambini. Siate delle guide,degli esempi...cercate di essere come vorreste fosse vostro figlio da adulto e rimarrete piacevolmente sorpresi, perchè forse lui o lei saranno capaci di diventare anche migliori! www.elygalantecreazioni.it A presto Silvana
mercoledì 5 novembre 2014
A SUON DI MUSICA
Fin dai primi mesi i bambini sono proiettati alla ricerca di dare un senso e un significato alle cose. Questa ricerca passa sopratutto attraverso il canale dei sensi e l'approccio sensoriale è la modalità adottata dai bambini per conoscere e comunicare con il mondo che li circonda.
Il canale sensoriale diventa una sorta di motore di ricerca attraverso il quale il bambino arricchisce il suo "bagaglio culturale", nel caso specifico della musica intesa come suono/rumore, viene vissuta dal piccolo con tutto il corpo, la può vedere, toccare, assaporare, manipolare ecc.perchè il corpo è lo strumento privilegiato per apprendere la realtà.
I suoni e i rumori fanno parte della vita di un individuo già nel grembo materno poi ci accompagnano sempre, a tal punto che non ci facciamo più caso. Ecco che il bambino va educato non solo all'ascolto dell'ambiente circostante ma anche all'ascolto del silenzio.
Stimolando e sollecitando le capacità di ascolto, si maturano le abilità che concorrono allo sviluppo generale della persona.
Importante è lo spazio che, in ambito musicale, è per il bambino un mondo di suoni
vicini/lontani, destra/sinistra, sotto/sopra.
Ciò implica giocare con il proprio corpo, con tutti i suoi sensi, ma anche trasformare lo stesso corpo in uno strumento musicale.
Si vuol far rifiorire il desiderio di giocare con suoni e rumori a partire dalla convinzione che i bambini vivono la musica prima di eseguirla, in accordo con De la Lande che parlava della musica come un "gioco per bambini".
Dela lande Francois studia le condotte di ascolto e di produzione della musica, con particolare attenzione ai bambini, sin dagli anni '70; è uno dei principali innovatori della pedagogia musicale orientata verso la pratica creativa. Direttore dal 1970 al 2006 delle ricerche teoriche del GRUPPO RICERCHE MUSICALI dell'INA di Parigi, è coordinatore di molte esperienze educative in Francia e lavora in diversi paesi tra cui l'Italia, dove tra l'altro collabora stabilmente con il CENTRO STUDI M. DI BENEDETTO. Le sue opere sono state tradotte in diversi paesi europei, in America Latina, in Cina e Giappone.
Per la Franco Angeli ha pubblicato "La musica è un gioco per bambini"(2001)
A presto Silvana
I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VEDONO
Se i bambini vivono con le critiche
imparano a condannare.
Se i bambini vivono con la paura
imparano ad essere apprensivi.
Se i bambini vivono con la vergogna
imparano a sentirsi colpevoli.
Se i bambini vivono l'incoraggiamento
imparano ad essere sicuri di sè.
Se i bambini vivono con l'accettazione
imparano ad amare.
Se i bambini vivono con la benevolenza
imaparano che il mondo è
un bel posto in cui vivere
Dorothy Law Nolte
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